Il divano è il posto ideale per un momento di relax o di sana condivisione insieme ai propri affetti. Assume la forma un pò dettata dal momento in cui si vive o dal luogo in cui lo si acquista, dalla tonalità di un colore “emotivo”, di tendenza o da un sogno sempre accarezzato.

Ma può un divano rappresentare la vita di un uomo? Penso che la risposta sia abbastanza personale ma sopratutto soggettiva per ogni individuo. Nel mio caso sicuramente è stato l’incrocio fra diverse realtà, caratterizzate dalla fragilità e forza che è dote scalfita in ognuno di noi. In un momento di sana riflessione (ogni tanto può capitare anche a me) e attraverso l’occhio attento quanto critico ma sempre costruttivo di Sofia, ho voluto raffigurare il mio divano in tre sequenze ben distinte e diverse tra loro, che spaziano tra un bisbiglio di richiesta d’aiuto per arrivare al cantico gioioso rivolto alla vita. Nella destra della foto una coperta e cuscino, dove la prima rappresenta il nascondersi o ripararsi dal mondo, per una propria “vergogna” o giudizio “ignorante” altrui. Il cuscino per appoggiare quella testa triste e delusa, stanca di sopportare la vita ed i suoi compromessi, dove gli occhi posti nell’oscurità da un volere ignoto, non filtravano nemmeno quella luce che urlava forte tutto il suo Amore proveniente dai suoi cari. Poi nel mezzo un bagliore di luce nel cuore, una luce che parla di amicizia, coraggio e mai più rassegnazione.

volantino fatto da sofia per l'associazione non ho paura del buio aps Come per magia, anche se dietro, davanti ed ai lati c’è una realtà che parla di tanto coraggio, il cuscino si è trasformato in una divisa fatta di sport e testimonianza, la coperta in un paio di scarpe da running ed il telecomando nel “cordino” che trasmette la “scossa” e la storia di chi prima ha provato, poi creduto ed infine avuto la consapevolezza di non volersi arrendere ed aggrapparsi con tutte le forze rimaste a questa splendida realtà che è la Vita. Forse quella luce fatta di emozione e valore non si è mai troppo allontanata da me, aspettava il momento adatto in cui io le levassi un pò di polvere accumulata per ridonarle lucentezza composta di linfa vitale. Su quel divano, là in fondo a sinistra, è rimasto un posto vuoto che non è il racconto di un “trapasso”, ma l’esistenza attuale di un uomo che ha raggiunto una sua dimensione, attraverso l’amore di una famiglia e l’umiltà di veri e consapevoli Amici. E’ un posto che narra di una dignità riappropriata, nonostante la presenza di innegabili difficoltà ma che vengono affrontate con coraggio e sopratutto con il sorriso, senza mai dimenticarsi del passato che non è unicamente storia ma prevalentemente insegnante di vita.