Si parla tanto di disabilità, forse troppo e spesso senza comprendere appieno il suo valore, da normodotato non l’ho compresa nemmeno io, spesso reputavo chi si trovava in una situazione di disagio sicuramente più sfortunato di me ed impossibilitato nel riuscire a terminare certe “imprese” nella vita di tutti i giorni ed in ogni situazione. Forse erano le classiche fette di prosciutto negli occhi che mi rendevano più cieco di quello che sono oggi a discapito di un mondo che di certo non ha nulla per cui farsi compatire. Da evidenziare che nel passato una persona affetta da disabilità, provava maggiore “vergogna” a mostrarsi in pubblico, ma quanta colpa abbiamo avuto tutti noi in questa situazione? Sicuramente tanta.

Posso spaziare dagli inutili pregiudizi alle continue barriere architettoniche poste in essere, che non solo hanno aggravato ogni tipo di disabilità, ma creato anche tanto sconforto e frustrazione in chi semplicemente chiede di vivere.

Oggi fortunatamente la persona disabile viene posta nella condizione di “aggregarsi” alla sua città e sopratutto di viverla, come l’accesso ad uffici pubblici, piste ciclabili, marciapiedi con saliscendi per carrozzine ecc… Fate attenzione perchè certe modifiche ed adattamenti rendono migliore anche la vita di tanti normodotati, per cui basta davvero poco se fatto con criterio per rendere vivibile ogni giornata.bastone per non vedenti

Oggi che anche io ho optato per l’ingresso facoltativo nel mondo della disabilità (certe volte mi meraviglio anche io di questa mia autoironia), non la ritengo un motivo di impedimento, ne di vergogna e tantomeno di frustrazione. Sono orgoglioso di viverla appieno con tanta umiltà e dignità, ritenendola una vera opportunità per conoscere e vivere il mio corpo, apprendere attraverso i rumori la conoscenza degli spazi che mi circondano, comprendere le persone e parlare loro con il cuore. Probabilmente agli inizi ho provato vergogna per il mio stato d’esistenza, ho cercato anche di nascondermi dagli “sguardi indiscreti del mondo”, finchè non ho percepito e poi afferrato la consapevolezza che potevo essere una risorsa aggiunta di valori per me stesso, la mia famiglia e gli amici. Non si può provare “vergogna”  per un imposizione che la vita ti ha riservato e che di certo tu non hai ricercato. La disabilità ha sicuramente modificato la mia vita ma oggi ho la convinzione che è stato in meglio: non accetto il minimo indispensabile, sono sempre alla ricerca dei “perchè” e delle sue risposte, ho scoperto che il cuore vede meglio di 2 occhi annebbiati ma sopratutto che la vita merita di essere vissuta da tutti.

La mia disabilità mi ha concesso la possibilità di scoprire la mia forza e tenacia nel rincorrere i miei obbiettivi e infischiandomene dei miei limiti, perchè nessuno dovrà avere il beneficio del dubbio su cosa sarò capace di fare o no! Non mi spaventa nulla, vivere al buio non la ritengo una condanna anche perche posso sempre contare nella luce che brilla nel cuore.

Come mi piace spesso raccontare, non si può avere paura dell’inferno quando già ci sei stato ospite ed hai avuto il coraggio di afferrare la metropolitana per ritornare quassù. Perchè come disse Nelson Mandela “ognuno è artefice del proprio destino” e così sarà anche per me. Ho sempre saputo che tra il dire e il fare c’è sempre tanto mare nel mezzo, ma la disabilità mi ha insegnato a nuotare in quelle acque torbide e ricercare sempre la soluzione migliore e senza accettare compromessi ma dritto al sodo. Giro sempre a testa alta, mano nella mano alla mia famiglia, ricordando sempre da dove sono ripartito e sorridendo compiaciuto per ciò che è stato assemblato, senza mai dimenticare che la strada sarà sempre dura e polverosa.

parte di una sedia a rotelle

Oggi le persone con disabilità sono sufficientemente parte integrante nella vita relazionale di tutti i giorni, però fino a quando non si comprende che noi diversamente abili non siamo un limite ma una vera possibilità ed occasione di crescita e miglioramento, saremo sempre il vero “terzo mondo”. La disabilità non sarà mai un impedimento o motivo di arresa ma una vera ricchezza d’amore nel sapersi accettare, sapendo che ogni giorno sarà una sfida nuova ma sempre con il sorriso per la vita.

Nel mio piccolo, nelle mie possibilità e potendo avvalermi dell’aiuto dei miei amici ed atleti guida, porterò sempre avanti il messaggio che nella vita tutto è possibile, rimane solo a noi decidere come e quando.

Nel frattempo cercherò di tenere sempre un “occhio vigile” perchè non si sà mai…