Triathlon Rubicone Gatteo 2018

 

Un limite è qualcosa che ci perseguita, ci corrode al nostro interno e non ci dona la possibilità di vivere appieno la nostra vita. Un limite esiste perchè lo imponiamo noi al nostro fisico ma sopratutto lo trasmettiamo al nostro cervello. Se lo desideriamo, se siamo disposti a lottare per i nostri obbiettivi, se siamo disposti ad affrontare sofferenza e sacrificio, se siamo disposti a mettere tutto il cuore per raggiungere la nostra felicità, tutto è possibile basta volerlo con la certezza che nulla è facile o dovuto. L’anno scorso grazie all’aiuto degli Amici di Cooperativa sociale Asso mi è stato donato un tandem con cui  potere andare via anche in bicicletta, alternando così la bike alla mia passione per la corsa. Inevitabilmente dopo pochi mesi di pedalate ci siamo ritrovati a disputare, grazie al mio amico Stefano Masini, la nostra prima gara di duathlon a Cagli.  Loris e Stefano con il tandemPoco da fare o pensare perchè già al termine di quella gara, la nostra mente era rivolta ad una possibile gara di triathlon.  Allora i tempi erano prematuri e mi stavo concentrando sulla corsa, in quanto avevo ancora qualche sassolino nella scarpa da togliere ed ora che la scarpa è libera, ma ho ancora tanta fame per fare bene sulle varie distanze podistiche, la mia mente ha tanto spazio per concentrarmi altrove, con la stessa passione e volontà di apprendere le dinamiche, concentrazione e dedizione a questa fantastica disciplina denominata triathlon. Dopo avere passato tutto l’inverno a correre e portando a casa ciò che mi ero preventivato nella corsa, nei primi giorni di maggio siamo ripartiti a pedalare. Dopo qualche giorno è arrivato un bellissimo messaggio, quanto inaspettato, dal mio amico Giovanni Achenza (medaglia paralimpica Rio2016 nella disciplina del triathlon). Quel messaggio si è trasformato in dinamite, passione, impegno nell’accettare l’ennesima sfida, un modo diverso per sentirmi libero e l’ennesima dimostrazione per me stesso che con la dovuta applicazione e tempo tutto si può realizzare.  Dopo quattro chiacchere con i miei atleti guida, siamo saliti sull’onda, bici e scarpe da running in un baleno. Per disputare le gare di triathlon, si è resa subito disponibile a tesserarmi il Cesenatriathlon, società con al suo interno fior di campioni ed atleti, ma sopratutto una famiglia di grandi Amici. Sono grato per tutto quello che dimostrano giornalmente nella mia persona, emozioni al mondo d’oggi non scontate e nemmeno dovute. Il 26 maggio rimmarà una data impressa nel mio cuore, la giornata della mia prima gara di thriathlon sprint (750m a nuoto,20 km di bici per terminare con 5 km di corsa). Con il mio Amico Stefano Masini che per l’occasione mi ha fatto da atleta guida (nel giorno del suo compleanno), siamo arrivati con largo anticipo a Gatteo Mare, in questo modo abbiamo avuto la dovuta calma per vestirci, posizionare tutto l’occorrente in zona cambio e goderci un po di relax pre gara assieme ai nostri amici di squadra. Ore 14.15 l’adrenalina incomincia a salire, breve briefing pre gara sul percorso e via verso la start line, posizionata a circa 50m da riva e dove già non si toccava. Qualche minuto a tenere la gallegiabilità e via alla sfida in mare aperto. Una sfida immensa, dove io non vedo e non sento, dove percepisco solo il nuotare dei miei avversari. Stefano come atleta guida è sicuro e preciso e questo mi garantisce tanta fiducia. Arriviamo con naturalezza alla svolta della prima boa ma qui troviamo una prima dinamica nuova e mai sperimentata, purtroppo un atleta era in difficoltà e dopo essersi fatto scudo della boa, ha deciso che io ero molto piu rassicurante come salvagente e si è aggrappato a me. Morale della favola mi ha tirato giù 3 volte sott’acqua, una delle tre volte anche le sue gambe sulle mie spalle. Un emozione nuova ma che forse era meglio provare in vasca da bagno.

Pettorale del primo triathlonA parte questo piccolo particolare, e dopo essere scampati dalla rete di un peschereccio di tonni, siamo scivolati via verso la seconda boa con estrema facilità e la cosa mi ha anche meravigliato. Ero certo che non sarebbe finita qua, il mare è sempre padrone a nascondere insidie e, da li a poco, si sarebbe scatenato l’inferno d’acqua. Nel rientrare verso la spiaggia, una corrente frontale non solo ci dava la sensazione di rimanere fermi sullo stesso posto, ma addirittura ci spingeva verso gli scogli. Sicuramente in quel momento era più semplice mollare e farsi recuperare e portare a casa la pellaccia, ma la determinazione di entrambi, unite alle grandi doti e motivazioni di Stefano, ci hanno portato a lottare, soffrire, lasciare in mare i 3/4 delle forze, ma siamo arrivati seppur stremati a toccare terra. In quella frazione di nuoto, pur sapendo che ho tanto da imparare dal nuoto e sue dinamiche (forse l’ultima volta che sono andato cosi al largo era 25 anni fa…) la cosa che piu mi ha spaventato in modo positivo, è stata la gestione di frangenti di estrema difficoltà con coraggio, lucidità e amore per la vita, perchè nonostante le nostre difficoltà momentanee, in quel momento in un letto di un ospedale , qualcuno stà lottando per la propria vita. Fuori dall’acqua e giunti nella zona cambio, in pochi secondi ci siamo messi gli scarpini ed eravamo gia a pedalare forte per la frazione di 20km di bici. Abbiamo raggiunto diversi concorrenti per poi tornare nuovamente in zona cambio e approntarci per l’ultima frazione di 5 km di corsa. Quell’ultima frazione l’abbiamo gestita con naturalezza senza strafare, visto che il mare aveva assorbito mezzo serbatoio energetico. Il tifo lungo il percorso era incessante e stavamo realizzando di portare a casa un’ennesima impresa sportiva ed umana. Inevitabile ritornare indietro nei cassetti della memoria, dove assieme a Stefano abbiamo ripercorso la mia vita, da un divano all’essere maratoneta, da un aspirante triatleta ai suoi albori, ma sopratutto una riflessione sul fatto che una difficoltà non potrà mai essere un motivo di arresa o preclusione ai propri sogni ed obbiettivi. Gli ultimi 100 metri sono stati un turbinio d’emozione, un passaggio tra due ali di folla ad attenderci, incitarci e applaudendo all’infinito. La mia compagna Denise che ci correva affianco dall’altro lato delle transenne, volendo anche lei condividere quella gioia finale. La in fondo ti ritrovi il regalo più grande ed inaspettato, non la medaglia di finisher o altro premio, ma la gratificazione più grande al mondo per un’atleta, per un uomo che ha deciso di lottare piuttosto che arrendersi: La SQUADRA #Cesenatriathlon schierata e pronta ad accoglierci con un applauso da infarto e abbraccio da veri AMICI. 
La squadra del CesenatriathlonUna giornata indimenticabile per me, non per il fatto di avere portato a casa un’altra giornata sportiva, ma l’essenza della libertà di esistere, dove le difficoltà possono diventare una propria opportunità da cogliere e dimostrare prima a se stessi, la volontà e passione abbattono ogni sorta di limite. Correre lo faccio con naturalezza da anni, andare in bici con il tandem è nturale, ma la sfida con il mare è unica. Immaginatevi per un solo istante di non vedere, dove ogni vostro riferimento in mare viene annullato, dove per forza di cosa se vuoi avanzare devi nuotare, la testa và sott’acqua quindi non senti nulla,il rumore unico tuo riferimento acustico è annullato,  dove se ti vuoi riposare non ti poi inginocchiare perchè non tocchi. Non si chiamano scuse queste ma motivazioni per migliorarsi. Cosa spinge un uomo a fare tutto questo? Non lo faccio per sentirmi un campione o super atleta, ho ancora tanto da impegnarmi ed imparare, sopratutto nel triathlon ed anche in atletica, perchè quando ti accontenti hai già perso. Lo faccio semplicemente per me stesso e la mia famiglia, il sentirmi libero, felice ed avere la consapevolezza di riuscire a vivere. I risultati arriveranno, prendetela come una promessa o minaccia, se così fosse questa è  una disabilità altrui. Io credo sempre ai miei sogni ed obbiettivi. Grazie a Stefano Masini in qualità di fratello ed atleta guida, tutto il #Cesenatriathlon per l’Amicizia ed opportunità concessa, i miei sponsor #Livingsportdimax #cooperativasocialeasso #farmaciadelbivio #Doggalaxycentrocinofilo #becprodottinaturali

#nonhopauradelbuio